Se pensate che la figura dell’organizzatore di eventi, in ufficio, sia la figura peggiore che possa esistere, beh, vi sbagliate di grosso. Se davvero pensate che in ufficio non esista nessuno più evitabile di un entusiasta, allora, vi consiglio di dare un’occhiata a questo elenco, augurandomi che abbiate lo stomaco abbastanza forte per arrivare fino in fondo. Siete pronti? Bene, si comincia: i tuttologhi, i bigotti, i cattolici, i bigotti-cattolici, gli evangelisti, gli isterici, i complessati, gli invidiosi, gli esperti di fotografia, gli esperti di telefoni, gli esperti di tutto, gli eterni sospettosi, i terribili leccaculo, i frustrati, i nerds (che possano bruciare vivi), i chitarristi taciturni, gli smanettoni sboroni, i caffeinomani, i sindacalisti, i politici, i fottuti ballerini di latino-americano che fanno la giravolta mentre sono in fila a mensa, gli scribacchini noiosi, i calciatori, i tifosi, i megalomani, i fascisti nostalgici della merda che li ha generati, i marxisti, i sub-contractor (l’invidia del dipendente), gli invidiosi che inquinano il campo, i padri perfetti e le madri coi sensi di colpa, gli eterni figli che a quaranta anni non sanno stirare una camicia, i nullafacenti sempre troppo occupati, gli storpi, gli assenteisti, gli amanti dei gatti, dei fiori e delle moto, i repressi sessualmente, i finocchi repressi, i palestrati che camminano come robot, gli eterni abbronzati con il loro sicuro cancro alla pelle, gli ignoranti, le figure anonime che si aggirano per i corridoi come fantasmi, gli urlatori, gli ipocondriaci che hanno sempre i fazzolettini di carta dentro la borsa, i raccomandati, i ciaura-pacchio, i reazionari, i progressivi, i semplicisti e i semplicioni (che razza di bastardi), i sado-masochisti, i sordi, i ciechi e i muti che emettono quei fastidiosissimi suoni quando cercano di parlare, gli scorreggioni impavidi, gli smemorati, gli avari, gli scrocconi, i volontari di qualsiasi cazzo di cosa, gli eterni giovani e i vecchi già a trent’anni, le tettone sbilenche, i soprannomisti (quelli che mettono il soprannome a chiunque), i passa-pitittu, i buontemponi con gli occhi troppo grandi, gli scadenti dongiovanni, le scadenti femme fatale, i quattrocchi buffi, gli sciovinisti invertebrati, i vegetariani integralisti e i vegani bacchettoni, gli inaffidabili, i presuntuosi, i figli di puttana, gli arrivisti, i depressi da prendere a martellate nelle gengive, gli shockati di varia natura, i jazzisti con il loro insopportabile modo di parlare, gli attori di teatro dilettanti allo sbaraglio, gli sparasentenze, i nani e le pertiche, i pelati, i capelloni e i barboni, gli imbronciati, i teatranti, i superbi, i palloni gonfiati, i collezionisti di post-it, di succhi di frutta e di foto tessere, le vamp andate a male, le cozze ultra cinquantenni, i pendolari giornalieri e i pendolari settimanali che offendono il buon senso, i puzzoni, i naturalisti, gli ambientalisti, gli animalisti (ma santo padre, non avete proprio di meglio da fare?), gli opinionisti, gli snob, i viscidi qualunquisti silenziosi, i malvestiti con le loro camicie a quadretti, le palle di lardo e gli scheletri ambulanti, i freakettoni ritardati e i fighetti del cazzo con la mercedes comprata a rate, i bugiardi, i manipolatori e i manipolati, i maschilisti, quelli che cantano le sigle dei cartoni animati, gli alternativi filo-complottisti che ti guardano dall’alto verso il basso.
Ecco, se pensate ancora che la figura di un entusiasta organizzatore di eventi sia la peggiore che possiate incontrare, beh, allora, vuol dire che siete fra i fortunati a non lavorare in un cubo di ufficio. Oppure, maledetti bastardi, che forse vi siete riconosciuti…

A.P. is licensed under a
Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.
Nessun commento:
Posta un commento