Come in teatro, ai vertici della piramide, ci sono le vere e proprie star. Una, massimo due per ufficio/compagnia: solitamente non hanno le qualità adatte per svolgere la loro mansione/ruolo e fanno il bello e il cattivo tempo durante le ore lavorative/prove in base al loro umore (direttamente collegato alla loro vita sessuale). Sono abilissimi nel negare anche l’evidenza (i loro errori nelle decisioni/interpretazioni) e nello stordire l’intero staff/compagnia con la loro arte oratoria. Inoltre, sono coccolati da chi sta sopra di loro (ovvero dal super capo/regista) al limite della omosessualità.
Sotto di loro, in un numero che varia dal 10 al 100 per cento dello staff/compagnia, ci sono i co-protagonisti. Si tratta spesso di mezze teste a cui non manca un barlume di intelligenza/bravura ma che non solo hanno una ridottissima (seppur esistente) possibilità di fare carriera (e interpretare un giorno ruoli da star), ma in più difficilmente arrivano vivi all’età pensionabile.
Le loro caratteristiche comuni sono la propensione al maneggio e al calcolo delle convenienze, l’abilita’ nel manipolare (chi sta sotto di loro) e la facilità ad essere manipolati (da chi sta sopra di loro, ovvero le star). In ogni caso, hanno un fiuto unico per le parti da accettare e quelle da sbolognare a qualche altro co-protagonista piu’ scemo di loro.
Infine ci sono le comparse. Si tratta di lavoratori/attori di cui spesso si dimentica il nome e il ruolo ma la cui faccia si può giurare di aver già visto da qualche altra parte (ufficio/rappresentazione). Lavorano come muli ma possono essere sostituiti in qualsiasi momento da altre comparse più economiche anche se, comunemente, non vengono proprio sostituiti, senza che per questo il lavoro/messinscena, miracolo!, subisca traumi. Nella maggior parte dei casi essi non sorridono mai, non parlano mai direttamente alle star e tendono ad essere affascinati dai pavoneggiamenti dei co-protagonisti (al cui ruolo tendenzialmente sentono di appartenere). Le loro famiglie sono numerosissime e provano spesso del rancore verso le mogli/zavorre a cui attribuiscono preventivamente il naufragio delle loro ambizioni. Molti sono credenti, in competizione fra di loro, e, come nei cartelloni teatrali, il loro nome non e' mai riportato nelle slides che spesso sono loro stessi a preparare.
La riuscita di ogni lavoro/rappresentazione e’ legato fondamentalmente ai rapporti fra le tre categorie ma e’ innegabile che eventuali elogi e premi vengano distribuiti a partire dai vertici della piramide/compagnia e si esauriscano prima di arrivare alla base.
Tuttavia, una volta fuori dall’ufficio/teatro, ogni lavoratore/attore, a prescindere dal ruolo interpretato, torna ad essere se stesso. E per questo, ognuno di loro, e’ del tutto uguale ad ogni altro, davanti alla felicità, alla malattia, alla morte.
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